Gruppo di continuità: quale scegliere?

Hai qualche difficoltà a scegliere l’UPS più adatto alle tue esigenze?

Non ti è chiaro il significato di tutti quei termini tecnici che si usano per descrivere i diversi gruppi di continuità, come Watt, Voltampere, onda sinusoidale o PFC attivo?

Non ti preoccupare.
In questa pagina cercheremo di fare più chiarezza sull’argomento e di aiutarti a scegliere l’UPS che si adatta meglio alle tue necessità e alle tue specifiche periferiche.

Se sei arrivato fin qui immaginiamo che tu già sappia cos’è un UPS, come funziona e a cosa serve.
In caso contrario, o se comunque preferisci saperne un po’ di più, ti invitiamo a leggere il nostro approfondimento dedicato.

Detto questo: partiamo!

Potenza

La prima cosa da verificare quando si deve scegliere un gruppo di continuità è sicuramente la taglia di potenza.

Solitamente la potenza erogata dall’UPS viene definita attraverso due valori:
- la potenza apparente, espressa in Voltampere (VA)
- la potenza reale, espressa in Watt (W)

Per scegliere il proprio UPS è bene prendere come riferimento la potenza reale, espressa in Watt, che è proprio la stessa unità di misura con cui viene indicato l’assorbimento delle nostre periferiche elettroniche.

Quello che devi fare è sommare i consumi di ciascun dispositivo che intendi proteggere e assicurarti di scegliere un gruppo di continuità la cui potenza nominale sia superiore al valore che hai ottenuto, altrimenti rischi che l’UPS non sia in grado di mantenere i dispositivi accesi nel momento in cui si verifica un blackout.

Il consiglio di Epyc

Per conoscere i consumi delle tue periferiche puoi fare riferimento alle etichette informative oppure consultare il manuale d’istruzioni, cercando la voce “consumo” o “assorbimento”. Le etichette riportano sempre il consumo massimo di un dispositivo elettronico, che difficilmente verrà mai raggiunto durante il normale utilizzo, tuttavia è meglio considerare un valore maggiorato piuttosto che rischiare che l’UPS non regga il carico applicato.

Il nostro consiglio è infatti quello di collegare un carico che non superi l’80% della potenza nominale dell’UPS. Quindi se ad esempio il tuo UPS ha una potenza nominale di 1.000 Watt, allora la somma dei consumi dei tuoi dispositivi non dovrà superare gli 800 Watt (0,8 x 1000 = 800).

In questo modo sarai sicuro che il gruppo di continuità sia in grado di supportare tutte le periferiche connesse, anche in caso di picchi di corrente, e oltretutto avrai una maggiore autonomia garantita.


Se vuoi saperne di più sui fattori che influenzano l’autonomia offerta da un UPS ti invitiamo a leggere il nostro approfondimento sulle batterie.

Prese elettriche

A seconda di quanti dispositivi hai bisogno di proteggere contemporaneamente puoi scegliere un gruppo di continuità che abbia più o meno prese elettriche.

Le prese di uscita si trovano di solito sul retro di ogni UPS e possono essere di due tipi:
- Connettori Schuko, compatibili con la classica spina tedesca (di forma tonda).
- Connettori IEC, compatibili con la spina che trovi nella maggior parte dei cavi di alimentazione di computer e monitor (di forma trapezoidale)

Per assicurare la massima flessibilità, in tutti i modelli di UPS Epyc le prese Schuko sono bivalenti e compatibili quindi anche con la spina italiana a 3 poli.

Il consiglio di Epyc

Se ne avessi bisogno sappi che esistono in commercio degli adattatori per convertire spine Schuko in IEC, e viceversa, così da venire incontro a qualunque esigenza di connessione.

Se inoltre hai già occupato tutte le prese del tuo UPS ma necessiti di collegare ulteriori periferiche, puoi sempre collegare una ciabatta multipresa direttamente all’UPS, estendendo così il numero di prese disponibili, purchè il cavo della ciabatta abbia una lunghezza non superiore a 1,5 metri.

Altri ingressi

Oltre alle prese elettriche alle quali collegare i dispositivi da proteggere, i gruppi di continuità possono essere anche dotati di:

- Presa USB: serve per collegare l’UPS ad un computer così da poter utilizzare l’apposito software di monitoraggio.
- Prese RJ11/RJ45: consentono di filtrare la propria linea telefonica/modem per ottenere un segnale più nitido e ripulito dai comuni disturbi di rete.
- Caricabatterie USB: può essere usato per ricaricare i propri dispositivi mobili, come smartphone o tablet.

Stabilizzatore di tensione

Un gruppo di continuità non serve solo a fornire alimentazione di emergenza in caso di blackout, ma può anche fungere da filtro per la tensione in uscita.

In questo caso si parla di UPS di tipo Line Interactive, i quali, grazie alla speciale funzione AVR (Automatic Voltage Regulator), sono in grado di regolare costantemente e automaticamente la tensione in uscita, mantenendola all’interno di un range ottimale (solitamente tra i 200 e i 250 Volt).

Questa funzione è molto utile soprattutto per chi risiede in zone soggette a frequenti sbalzi di tensione: grazie allo stabilizzatore AVR i dispositivi connessi saranno infatti ulteriormente tutelati dai possibili danni legati a picchi, sovracorrenti o variazioni di frequenza.

Display

La maggior parte degli UPS sono dotati di un indicatore LED e di un segnale acustico che permettono di conoscere i principali stati di funzionamento (UPS acceso/spento, funzionamento da rete o da batteria, allarme da sovraccarico, ecc.).

Alcuni gruppi di continuità sono equipaggiati inoltre con un display LCD che consente di visualizzare molte informazioni, facilmente e in qualunque momento.

In particolare tramite questo schermo puoi leggere i valori di tensione in ingresso e in uscita, il livello di carico applicato e la carica residua delle batterie interne, oltre a verificare lo stato di funzionamento ed eventuali icone di allarme.

Software di monitoraggio

Per un controllo ancora più avanzato è possibile utilizzare degli appositi software di monitoraggio, collegando il proprio UPS ad un qualunque computer domestico.

Tramite questo tipo di programma avrai accesso a un cruscotto con moltissimi parametri di monitoraggio, e potrai impostare a tuo piacimento ulteriori funzionalità di controllo e diagnostica, come ad esempio:
- Attivare notifiche di allarme
- Eseguire dei test batteria
- Configurare lo spegnimento in automatico del proprio PC

Tutti i gruppi di continuità EPYC sono dotati di un software di monitoraggio gratuito e compatibile con i principali sistemi operativi (Windows, MacOS, Linux).

Contesto applicativo

Abbiamo visto quanto sia importante scegliere l’UPS della potenza corretta, e come si possa usufruire di diversi “optional” e funzionalità aggiuntive per venire incontro alle preferenze di ciascun utente.

Tutte queste considerazioni valgono generalmente in ogni contesto, tuttavia esistono delle situazioni d’uso in cui è necessario dotarsi di un UPS con delle caratteristiche e configurazioni ben precise.
Non tutti i gruppi di continuità sono infatti compatibili con qualunque dispositivo elettrico, e viceversa.

Ti sembra tutto troppo complicato?
Niente paura!

Per aiutarti abbiamo pensato di creare alcuni brevi approfondimenti sull’uso degli UPS nei principali contesti applicativi.
Li puoi trovare tutti qui sotto.

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